camicia da notte

Mi prestarono più di una camicia da notte per andare in ospedale a partorire.

I prestiti tra donne si fanno. E’ uno di quei comportamenti da mutuo soccorso che avvengono tra future mamme. Tutte usiamo sempre il pigiama e nessuna ha intenzione di spenderci troppi soldi per l’intimo da usare in ospedale. Chi tra noi usa le camicie da notte abitualmente? Nessuna. Anche mia mamma ormai usa il pigiama da qualche anno: tiene più caldo e non si solleva fastidiosamente sino alla pancia, lasciando scoperte le gambe e le cosce.
Una di quelle che mi prestò un’ amica di Genova era di cotone celeste chiaro, abbastanza vissuta, semplice, con i bottoni sul davanti per poter facilmente allattare, come consigliano le ostetriche all’ospedale. Giusto il tanto di partorire e poi lavare e mettere nel cassetto o al massimo prestare a qualche altra amica che si accinge a partorire. Mi arrivò in uno scatolone con mille altri vestitini e tutine e body e para capezzoli e cuscino da allattamento. Non era tanto bella la camicia da notte in questione. Proprio per questo decisi di usarla per il travaglio e per il parto. Ne avevo anche una rosa e un’altra fucsia che avrei preferito usare quando i parenti sarebbero venuti a salutarmi e conoscere la bambina.
Che sarebbe stata dura ce lo dicevano anche al corso preparto, di preparaci psicologicamente, che si sarebbero potute verificare tante situazioni. Ad esempio si sarebbero potute rompere le acque e saremmo poi dovuti correre in ospedale; avremmo potuto far fronte ad un cesareo d’ urgenza. Il travaglio sarebbe potuto essere molto lungo e la sofferenza sarebbe potuta essere atroce, ma ci dicevano di star tranquille che per fortuna ci sarebbe stata l’epidurale, il così detto ‘parto analgesia’, laddove i dolori fossero stati tremendi. La situazione che mi capitò non era stata affrontata in consultorio. La bambina non si decideva a nascere e dopo un sacco di giorni oltre la data prevista, il mio parto venne forzato con i farmaci.
Fu tutto molto intenso. Un’esperienza così forte da lasciarti senza fiato. Che davvero segna in qualche modo la tua vita. C’è un prima e un dopo. Come la nascita di Cristo, che scandisce i tempi, i secoli e i millenni, allo stesso modo la nascita di un figlio segna con decisione il prima e il dopo nella tua vita.
La camicia da notte di cui vi parlavo fu necessariamente candeggiata e, diventata quasi bianca e invecchiata ulteriormente, la conservai in un cassetto.
Un giorno, mentre mi affannavo tra allattamento, panni, sonnellini e bagnetto mi scrisse la mia amica di Genova dicendomi che avrei dovuto assolutamente renderle la camicia da notte in questione. In realtà mi prestò qualcosa che non le apparteneva e l’effettiva proprietaria, ignara del prestito oltre mare, trovandosi in dolce attesa, la reclamava con decisione. Ci teneva perché apparteneva alla nonna!
Vi capita mai di ricordarvi esattamente in che modo siete abbigliate quando accade qualcosa di importante nella vostra vita? E di ricordarlo per anni e anni, forse per sempre? Ecco. Potrò mai dimenticare la camicia da notte con cui ho messo al mondo mia figlia? NO. Feci tuttavia un piccolo pacchetto, ordinato e pulito, e la rimandai indietro.

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